La ciclopedonale del Lambro è un suggestivo itinerario da percorrere in bici o a piedi che, costeggiando il fiume, collega il Parco di Monza con Erba. In questo post ti offro tutte le indicazioni utili per affrontare il tratto compreso tra Biassono (nei pressi del Parco di Monza, appunto) e Carate Brianza: buona lettura, dunque!
Tutto quello che ti serve sapere
Ciclopedonale del Lambro: partenza dal Parco di Monza
Il punto di partenza della ciclopedonale del Lambro nei pressi del Parco di Monza è a Biassono, all’incrocio tra Cascina Campello e via Parco.

Se arrivi qui in auto, puoi lasciare la macchina nel parcheggio di via Madonna delle Nevi e poi percorrere un breve tratto di via Parco prima di imboccare la ciclopedonale.

Biassono e Lesmo
Il primo tratto della ciclopedonale del Lambro è abbastanza scomodo da affrontare in bici, a causa dei sassi sul fondo stradale. Non temere, comunque, perché dopo poche decine di metri il percorso diventa molto più agevole.

In questa prima parte costeggi la ferrovia Milano-Monza-Molteno-Lecco: quella del Besanino, insomma.

Poco dopo, incrocerai sulla destra un grande albero eletto come luogo di devozione per la Madona del Lambar.


Il percorso prosegue, dapprima all’ombra della vegetazione…

… e in seguito più esposto al sole. Da lontano si inizia a intravedere il Ponte di Gerno.

Arrivi così a un ponte che, scavalcando il Lambro, consente di proseguire lungo la riva opposta del fiume.

Per un breve tratto la ciclopedonale affianca la SP 135 Triuggio-Lesmo.

Alle tue spalle, il Ponte di Gerno, risalente al 1888.

Ben presto ci si immerge di nuovo nella natura.

Ed ecco un altro ponte, che scavalca nuovamente il fiume.

Macherio
Proprio dal ponte, puoi godere di una magnifica visuale sul fiume e su Villa Mellerio, nota come Il Gernetto o Villa Somaglia. Costruita nella seconda metà del XVIII secolo su progetto di Simone Cantoni, qualche anno fa è stata acquistata da Silvio Berlusconi, che l’aveva scelta come sede dell’Università del pensiero liberale; il progetto però non si è mai concretizzato.

Ti trovi ora nel territorio comunale di Macherio, dove la ciclopedonale del Lambro si sviluppa in mezzo al verde.

Ciclopedonale del Lambro: i panorami di Canonica
Giungi quindi a Canonica Lambro, frazione di Triuggio: volgi lo sguardo alla tua destra per ammirare la Chiesa di Santa Maria della Neve e, al suo fianco, Villa Taverna, entrambe di origine cinquecentesca.

Poco oltre, un’altra immagine da cartolina: il complesso dell’ex scatolificio Tassi.

Volendo, puoi percorrere il ponte che trovi pochi metri più in là per ammirare gli edifici da vicino.

Per proseguire lungo la ciclopedonale del Lambro, però, devi tornare al di qua del ponte.

Sovico e Albiate
In breve ti ritrovi nel territorio di Sovico, nella zona di Molino Bassi: una location davvero suggestiva. Sulla tua destra puoi osservare – anche se è quasi interamente ricoperto di vegetazione – ul ceppon, un masso erratico alluvionale di ceppo che in passato veniva utilizzato come trampolino da bambini e ragazzi che si tuffavano nel fiume.

Il percorso per poche decine di metri continua su strada asfaltata.

A proposito, sai che proprio gli abitanti di Molino Bassi – alla fine del XIX secolo – furono i protagonisti della prima denuncia di inquinamento ambientale da parte di comuni cittadini nella storia del nostro Paese? Nel post qui sotto ti racconto tutta la storia nel dettaglio.
Ritornato nel verde, entri nel territorio comunale di Albiate.

Passerai accanto ai ruderi di quello che un tempo era l’opificio Galeazzo Viganò: puoi notarne i resti sia alla tua sinistra che alla tua destra, al di là del fiume.

Sei curioso di conoscere la storia di questi edifici abbandonati? Te la racconto nel post qui sotto.
Ancora qualche metro e ti ritrovi in un parcheggio asfaltato. Qui, però, non sono presenti indicazioni visibili che ti aiutino a capire come proseguire lungo la ciclopedonale. Ti aiuto io, dunque: devi uscire dal parcheggio, attraversare la strada e salire lungo la scalinata che vedi di fronte a te.

Procedi dunque lungo la scalinata di via Costa Corta.

Arrivi, così, in via Roma.

Vai fino in fondo e poi gira a destra in via San Valerio. Qui puoi vedere alla tua sinistra Villa Airoldi Caprotti, nota anche come Villa San Valerio: impossibile non notare la sua torre merlata.

Alla tua destra, invece, c’è l’Oratorio di San Valerio, un tempo dedicato alla Beata Vergine Immacolata.

Giungerai a un bivio, dove puoi ammirare un bassorilievo con un’effigie di San Valerio.

Al bivio, prendi la strada sulla sinistra, in discesa.

Come avrai notato, questo tratto della ciclopedonale si discosta leggermente dal corso del fiume.

Le indicazioni sul tracciato, comunque, ti danno la conferma di essere sulla strada giusta.

Il panorama è davvero piacevole, all’insegna della quiete: una piccola oasi di pace.

Ciclopedonale del Lambro: l’arrivo a Carate Brianza
Ora sei nel territorio comunale di Carate Brianza. Dopo aver svoltato a destra, presta molta attenzione (soprattutto se sei in bici), perché ti attende una discesa particolarmente ripida.

Dopo una lunga serie di saliscendi, sempre con il fiume ben visibile sulla tua destra, giungi nell’area dell’ex mobilificio Bernini (già filatura Staurenghi), chiuso nel 2001.

Arrivato sulla strada asfaltata, per proseguire lungo la ciclopedonale del Lambro dovresti svoltare a destra per attraversare il Ponte alle Sette Gocce e poi girare a sinistra.

Attualmente, però, questo tratto è chiuso per rischio frane e caduta massi. Quindi devi affrontare un tratto di strada aperta al traffico veicolare: percorri la salita di via Fiume e, allo stop, gira a destra in viale Trento e Trieste. Subito dopo il ponte di Realdino, gira a sinistra in via Calvi: al termine della discesa potrai riprendere la tua passeggiata lungo il Lambro.
Spero che questo post ti abbia fornito delle indicazioni utili per organizzare una gita in mezzo alla natura! Se ti va di ringraziarmi e supportare il mio lavoro, hai l’opportunità di farlo con una donazione: ti basta cliccare qui sopra e in pochi secondi potrai lasciarmi un piccolo contributo, che mi permetterà di pagare le spese di manutenzione di questo sito. Grazie 🙂
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